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Tony Vaccaro

Nasce negli Stati Uniti a Greensburg (Pennsylvania) il 4 Dicembre del 1922 da una famiglia di emigranti molisani uno tra i maggiori fotografi del mondo,

Tony Vaccaro, nome d’arte di Michelantonio Celestino Onofrio Vaccaro, rientra in Molise all’età di 7 anni, insieme alla madre e la sorella per una visita ai parenti.

La sua vita, però, prende un’improvvisa deviazione e il soggiorno, che doveva essere di pochi giorni a Bonefro, si trasformò in una permanenza di anni nel paesino di origine dei genitori.

La causa scatenante fu la morte improvvisa e oscura prima della madre e poi del padre a poca distanza l’uno dall’altro.

Questo drammatico evento lo terrà fermo nel Molise fino ai 17 anni, quando lo Stato americano lo richiama per il servizio militare.

A Bonefro, pertanto, trascorre l’adolescenza di Tony Vaccaro. Un’esperienza esistenziale  da cui nasce un profondo legame tra lui e la «sua terra» molisana e tra lui e gli uomini di quella terra, segnando non solo la sensibilità dell’uomo, ma anche una parte importante della sua futura produzione artistica.
Vaccaro comincia a interessarsi di fotografia quando frequenta il liceo.  È tra i primi  utilizzare una tecnica fotografica basata sulla velocità di scatto della macchina nel tentativo di cogliere le “reali” e spontanee espressioni dei soggetti.

Nel 1939 torna negli Stati Uniti per adempiere al suo dovere. Tornato nel nuovo mondo si fermerà a New Rochelle (NY), presso parenti, dove frequenta alcuni corsi di studio, tra cui quello di fotografia.

Da questo momento in poi la sua passione e il suo amore verso quest’arte cresceranno sempre di più. Proprio grazie a questa sua inclinazione, chiamato alle armi, ottiene di svolgere nella sua compagnia il ruolo di fotografo.

Un’esperienza forte e crudele che, non solo gli permetterà di accumulare un patrimonio fotografico notevole e di grande valore, ma che lo segnerà a livello personale, facendone il testimone privilegiato dell’atrocità umana.

Con l’US-Army, all’inizio della seconda guerra mondiale, ritorna in Europa.

Lo sbarco in Normandia è il primo evento drammatico che fotograferà, fino ad arrivare alle porte di Berlino liberata.

Due lunghi anni immerso nella crudeltà della guerra immortalata da 8 mila fotogrammi, che lievitano a 20 mila se si prendono in considerazione anche quelli scattati nel 1949, quando lavorava per il Ministero degli Esteri americano a Parigi, e quelle per il giornale delle Forze Armate Americane in Germania “The Stars and Stripes”.

In una lunga intervista rilasciata, Tony afferma a proposito di questo periodo: “Ho visto tanta morte e disperazione durante il conflitto mondiale, e credo che la guerra sia una delle catastrofi umane peggiori; oggi, purtroppo, in tutto il mondo si parla di guerra. Nessun governo nazionale ha mai capito che bisognerebbe istituire un dipartimento della pace e non uno della guerra”.

Una riflessione su quella che è la guerra, in tutte le sue forme, si sente forte nelle sue parole, ma ancor di più nelle sue stesse foto, in quegli scatti sofferti, in quei negativi, che portano con se la strazio di quei momenti.

Successivamente, la carriera di Vaccaro si discosterà dalla crudeltà vissuta fino a questo punto e si dirigerà verso altri temi.

La sua grande esperienza, maturata nel campo della moda, gli permetterà di prendere il volo definitivamente e di conquistare la fama mondiale che tutt’oggi lo caratterizza.

Nel 1963 riceve la Medaglia d’Oro dall’Art Directors’ Club di New York per la migliore fotografia di moda a colori. Tony è il primo fotografo a riprendere una modella di colore.

Collabora con alcune tra le maggiori riviste americane come Flair, Look, Life e Venture e avrà l’occasione di avere davanti al suo obiettivo alcune delle più grandi stelle del cinema, della moda e dell’arte. Tra questi possiamo ricordare Chaplin, Ernst, Peggy Guggenheim, Pollock, Kennedy, Sofia Loren, Anna Magnani, Marcel Marceau, Picasso e tanti altri.

Molti sono anche i riconoscimenti e i premi che comincia a collezionare e ricevere tra cui l’Oscar della fotografia. I libri che diffondono le sue immagini sono 12 e numerose sono le mostre realizzate nei diversi paesi.

Il presidente francese Mittérand gli ha concesso la Legion d’onore.

Con l’Italia e in particolare con il Molise, Tony ha sempre mantenuto vivo un grande affetto e ricordo. Negli anni cinquanta e sessanta soggiorna per lunghi periodi a Roma, da qui torna spesso in Molise per fotografare persone ed aspetti della società contadina, che proprio in quegli anni stava attraversando un periodo di cambiamento e trasformazione.

Nel 2002 torna nella sua Regione di origine per fotografare i paesi colpiti dal terremoto.

In quest’occasione consegna ai cittadini di Bonefro una somma sostanziosa (circa 85mila dollari) per contribuire alla ricostruzione della cittadina post-terremoto. La somma era stata raccolta dall’associazione italo-americana, che lui stesso rappresenta.

La sua permanenza in Italia porta alla realizzazione della mostra “La mia Italia”.

In questa occasione presenta immagini di un’Italia reduce dalla seconda guerra mondiale, una panoramica di quella che è la fase della Ricostruzione. Dal Nord al Sud, casa per casa, anima per anima, i suoi scatti rendono immortale una nuova fase. Dopo tanta crudeltà, l’Italia apre gli occhi sulle macerie, città distrutte, vite spezzate cruentamente, povertà e ferite aperte.

I volti raffigurati esprimono meglio di ogni parola la sofferenza, l’afflizione del momento ma anche una speranza, quella di poter ripartire e ricominciare.

Nel breve saggio che introduce la mostra Italo Zannier descrive lo stile di Vaccaro come “umanista”, lo inserisce quindi nella corrente che ha caratterizzato questo periodo storico e che vede altre personalità di spicco come Donelli, De Biasi, Roiter.

La fotografia umanista nasce in Francia e si caratterizza per la sua grande attenzione nei confronti dell’uomo e della sua vita quotidiana, ritratta con uno stile che è una via di mezzo tra la documentazione e il “realismo magico”. Una ricerca di atmosfere sospese e velatamente surreali, capace di cogliere l’animo umano in un istante e immortalarlo per sempre.

Oltre ad avere ricevuto molti premi e riconoscimenti, le opere di Vaccaro sono presenti in numerose collezioni private e nei più importanti musei del mondo come: il Metropolitan di New York, la George Eastman House di Rochester (NY) e il Centre Pompidou di Parigi.

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